Capitolo 4

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FISIOPATOLOGIA DELLA DEGLUTIZIONE E NUTRIZIONE CLINICA 

 Modulo: Prevenzione del Rischio di Soffocamento e Malnutrizione INTRODUZIONE La disfagia (difficoltà a deglutire) non è solo un fastidio alimentare, è una condizione clinica ad alto rischio di mortalità. L'operatore deve comprendere che il pasto è un atto medico complesso: una postura errata o una consistenza alimentare sbagliata possono causare una complicanza fatale in pochi secondi. 


4.1 Anatomia e neurologia della deglutizione Deglutire è un atto coordinato che coinvolge strutture anatomiche e circuiti neurologici. Le 4 fasi della deglutizione: Fase orale preparatoria: Triturazione del cibo e formazione del bolo (richiede dentizione integra o protesi adeguata). Fase orale di trasporto: La lingua spinge il bolo verso il faringe. Fase faringea (involontaria): È la fase critica. L'epiglottide chiude la laringe (il "tubo" che va ai polmoni) e il bolo scivola verso l'esofago. Fase esofagea: Il bolo scende verso lo stomaco. Neurologia della disfagia: La deglutizione è controllata da aree del tronco encefalico. In presenza di ictus, demenza avanzata o Parkinson, questo "centro di controllo" si danneggia. Attenzione: Il paziente spesso non sa di essere disfagico. Il primo segno è il "colpo di tosse" durante o dopo il pasto. 


4.2 La Polmonite Ab Ingestis: Il killer silenzioso È la complicanza numero uno della disfagia. Avviene quando cibo, liquidi o saliva finiscono nei polmoni invece che nello stomaco. La trappola del "Sintomo Silente": Il paziente può aspirare il cibo senza tossire (aspirazione silente). Il bolo entra nelle vie aeree, i succhi gastrici o i batteri del cavo orale colonizzano il polmone e scatenano una polmonite chimica o batterica. Segnali d'allarme: Voce gorgogliante ("voce umida") dopo aver bevuto. Schiarimenti continui della gola. Febbre inspiegabile (spesso il primo segno di polmonite). Perdita di peso inspiegabile (il paziente ha paura di mangiare perché "gli va di traverso"). Complicanze: Se non trattata tempestivamente con antibiotici, la polmonite ab ingestis ha una mortalità estremamente elevata nell'anziano fragile. 


4.3 Reologia e addensanti: La scienza della consistenza La "reologia" è lo studio della deformazione e del flusso della materia. Nel paziente disfagico, dobbiamo modificare la fisica del cibo per renderlo sicuro. La gestione dei liquidi: L'acqua è il fluido più pericoloso perché si muove troppo velocemente per i riflessi rallentati dell'anziano. Soluzione: L'uso di addensanti in polvere o gel. L'obiettivo è trasformare il liquido in una consistenza tipo "sciroppo", "crema" o "pudding", a seconda della gravità della disfagia. Consistenza solida: Evitare cibi che si separano in bocca (es. pastina in brodo, pane secco, biscotti friabili). Il cibo deve essere "omogeneo e coeso" (es. carne tritata finemente con aggiunta di sughi o salse, verdure frullate). Regola aurea: Il cibo non deve richiedere masticazione complessa se il paziente ha deficit cognitivi o motori. 


4.4 Protocollo posturale e assistenziale (Il momento del pasto) Il pasto non deve mai essere frettoloso. Il controllo posturale è la barriera protettiva contro l'aspirazione. Postura (Il punto chiave): Paziente seduto a 90° (non a letto sdraiato!). Testa leggermente flessa in avanti (mento verso lo sterno): questa posizione chiude meccanicamente le vie aeree e apre l'esofago. Ambiente: Assenza di distrazioni (TV spenta, niente chiacchiere durante l'atto di deglutire). Il paziente deve essere vigile. Non imboccare mai un paziente che sta dormendo o è confuso/agitato. Tecnica di imboccamento: Porzioni piccole (cucchiaino da dessert). Attendere sempre che il paziente abbia deglutito prima di offrire il secondo boccone. Verificare la pulizia del cavo orale. Se il paziente ha tossito, non forzare. Fermarsi, lasciarlo riprendere e, se necessario, sospendere il pasto. Strumento per il corsista: "Checklist di sicurezza pre-pasto" Posizione: Il paziente è a 90°? Consistenza: Il liquido è stato addensato correttamente? Stato di coscienza: Il paziente è vigile e collaborante? Strumenti: Ho il cucchiaino adatto e un tovagliolo pronto? Monitoraggio: Sono pronto a osservare eventuali colpi di tosse o cambi di voce?